L’odissèa del mio ritorno – o storia di un’amore crepata

Il mio tempo in Italia è finito, ma il ritorno era un po’ una odissèa:

Martedì pomeriggio, dopo mi è riuscito a mettere tutta la roba (piu o meno tutto) dentro la mia piccolina macchina, dopo i ultimi abbracci di Maria, finalmente sono partito. Avevo un po’ paura che il peso della roba rovini le gomme, ma sono partito lo stesso. Prima di partire ho riempito l’acqua della macchina, e ho messo 20l dell’acqua per riempire lungo la strada. Così ero convinto che – anche se la macchina è un po vecchia – arriverò a Vienna tra 10-12 ore.

Che sbaglio, che grande sbaglio – la macchina non ha fatto fine a Firenze, vicino San Casciano volevo riempire l’acqua, e dopo la bella rossa non è ripartita – ed io ero un po’ distrutto.

Chiamo Elisa e Claudio per organizzare una macchina nolleggiata, per organizzare il mio ri-ritorno a Siena. Così passa un po’ tempo e voila, la macchina riparte — alleluja — ma al momento che sono uscito dal parcheggio sentivo che c’erano i stessi problemi, no forza, il motore sempre vicino a crepare. Così ho deciso – una decisione durissima!!! – tornare a Siena, nolleggiare una macchina per tornare a Vienna, e lasciare la mia bella rossa, la macchina che mi ha portato a Siena, che mi ha portato in giro tantissime volte nella zona piu bella del monda, tra il dinorno di Siena, ho deciso di lasciare questa carina bella mitica indistruttibile macchina a morire a Siena.

Ma prima di tutto dovevo arrivare a Siena. Fine a Poggibonsi – no problema, fine a Colle – la temperatura del motore si alza piano piano, anche se c’è l’acqua, strani sonori del motore, temperatura troppo alta, e 7km prima di Siena, il morte: Mentre guidavo il motore si ha spento — ahh paura, che faccio? Dove il parcheggio piu vicino?? Colla marcia folle arrivo al ultimo momento al parcheggio. Puh. Lì penso: Che cacata, la macchina piena di roba – tutte queste bottiglie del vino, portatile, l’atrezzatura di scalare, … – che faccio?! Al fine Selene mi salva della autostrada e mi porta a casa. Ho deciso di lasciare la macchina parcheggiata qui (e poi dimenticavo chiudere la porta indietra 😉 finche ho noleggiato un’altra macchina.

La sera vado a mangiare/bere/umbriacarmi coi amici.

Mercoledì chiamo il meccanico che mi dici che lui non possa tirare via una macchina della strada, non abbia il permesso, servirebbe il soccorso stradale. Mi da un numero ed io faccio un appuntamento per l’ultimo viaggio della mia macchina. Prima vado a EuropCar, nolleggio una macchina grade (Fiat Stilo), torno alla mia, ri-sistemo tutta la roba dentro la nuova macchina (la roba centrava con difficoltà), torno a Siena. Dopo un pranzo guido il soccorso alla macchina e via si porta la mia stellina. Via al centro di demoluzione, via al cimitero, via al ultimo parcheggio, via del mio lato, via del mio cuore! Lìla ceremonia era troppa breve, troppa semplice: pagare, firmare, spiegare, andarsene. Che ingloriosa fine per una macchina mitica.

Un ultimo “Addios” e la Fiat Stilo mi porta via verso Vienna. Questa volta non dovevo fermarmi tantissime volte, una macchina moderna anche ha qualche vantaggi, potrei abituarmi a questo tipo di macchina, 150km/h senza sentire il rumore, cacciare tutte le altre macchine. Ma la mia rossa è/era la mia macchina rossa.

Torno tardissimo a Vienna (2:30 la mattina), col aiuto di Brigitte portiamo tutta la roba subito dentro la casa (Vienna non è Siena!) e casco nel letto per una notte breve, perché giorno dopo devo ripartire per Udine, dove devo ritornare la macchina al ufficio di EuropCar. Che palle. Ho chiamato il ufficio a Vienna, ma mi hanno detto che con una macchina da Siena non si puo restituirla al estero. Deficienti. Altre 5 ore in macchina, arrivo stanco morto a Udine, ritorno la macchina, vado alla stazione, e torna a Vienna col treno.

In somma: 3 giorni di merda, di casino, di stress.

Ultima parola: Parlavo non solo dalla mia macchina!

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